UNA STORIA VERA ... ... ... 

 

 

Di me credo si possa dire che sono uno spirito razionale.

Perciò una delle mie passioni principali è sempre stata quella di capire le cose naturalmente proprio perché intriso di razionalità, sono stato sempre più o meno consapevole che la mente umana ha dei limiti e che, al di là di essi, esistono delle realtà ignote che non sono meno reali soltanto perché sono sconosciute o inconoscibili.

Questa storia comincia durante una cena allegra ed  animata, in un locale pubblico.

Fra numerosi commensali stava svolgendosi una discussione politica (si era nel ’96) ed io mi buttai con entusiasmo. 

Un signore, che allora mi era sconosciuto e che poi divenne un caro amico, ascoltava in silenzio le mie argomentazioni il cui senso, oltre la pura attualità, era questo: L’illuminismo aveva creduto che l’uomo, per mezzo della scienza, della tecnica e della politica avrebbe potuto raggiungere la felicità.

Più di due secoli dopo noi erano in grado di misurare quale colossale illusione era stata codesta.

Perciò era giunto il momento di ammettere un fallimento o di allargare la visione.

Era questo che avrei voluto fare, cercavo per questo qualcuno che avesse delle conoscenze religiose per discuterne. 

La persona  che mi era accanto colse l’attimo di pausa per dirmi che, forse, lui poteva essermi utile. 

Così cominciarono ogni settimana degli incontri, durante i quali si studiava la Bibbia.

O meglio, io ascoltavo le letture, le analisi, le argomentazioni, i riferimenti storici, i significati nascosti che quegli mi esponeva con entusiasmo e con rispetto ed io intervenivo principalmente su aspetti storico- geografici e risvolti psicologici.

Fino a poco prima la mia conoscenza biblica era assai limitata.

L’idea che ne avevo non era molto distante da quella che si può concepire di una poetica raccolta di miti che narrano l’epopea di un popolo con qualche vago riferimento storico.

Del Nuovo Testamento, poi avevo soltanto una idea politica: Cristo, uomo giusto, combatte contro le ingiustizie dei potenti, ma  alla fine deve soccombere.

Ad un certo punto ebbi la sensazione di aver perso la mia sicurezza di giudizio: non potevo più avere la concezione di prima, ma non riuscivo ancora ad averne una nuova.

Cercai perciò di mettermi dal punto di vista di un osservatore neutrale e fissai le seguenti considerazioni:  Il Libro.

E’ una voce che giunge dalle profondità remote del tempo. 

Alla sua formazione  hanno concorso molti uomini di fede, vissuti in tempi diversi, ciò nonostante conserva una ammirevole unità.

Parla di un popolo e del suo Dio .

Di un patto stipulato fra loro. Dei travagli , delle cadute, delle migrazioni, degli scontri sanguinosi con altri popoli.

Delle continue  infedeltà e dei pentimenti, del dominio straniero, dei periodi di prosperità e di carestia.

Racconta di vicende dei patriarchi, dei profeti, dei giudici,dei re, degli apostoli e dei martiri.

E’ una storia per molti versi simile ad altre, con una sola gigantesca particolarità: in essa il protagonista e’ il Dio  creatore.

In queste pagine, Colui che per gran tempo  scienza e politica hanno tentato, senza successo, di negare, dopo che tutta la gamma svariata dei potenti, per un periodo ancor più lungo, ha tentato di trasformare in strumento di privilegio , afferma in modo categorico la propria esistenza, anzi garantisce che tutto quanto l’esistente ha origine in Lui.

Dichiara il Suo eterno ed immutabile amore per l’essere creato e promette di salvarlo dalla sua disperata condizione.

Per farlo sceglie un mezzo sconvolgente ed incredibile.

Manda il Figlio, che e’ Dio, disarmato fra gli uomini, perchè indichi loro con l’esempio la via della salvezza, li purifichi dall’orgoglio, ripristini la fiducia nel Creatore.

Per convincerli, insomma, ad accettare la condizione di esseri creati dall’amore e per corrispondervi.

Durante questo tentativo, il Figlio che e’ Dio, entra fatalmente in conflitto  con la giungla degli interessi costituiti che cinicamente lo conducono, Lui unico giusto, alla morte in croce, il supplizio dei reietti.

Questo sacrificio vale  a pagare tutte le colpe, cancella le conseguenze del peccato originale, proietta l’immagine di un Dio, che per amore sopporta l’ignominia ed apre la possibilità di salvezza a condizione che la creatura abbia fede nel suo Salvatore. 

Come si può giungere alla fede oggi?

L’uomo moderno e’ imbevuto di razionalità  e concretezza, due caratteristiche che sembrano, in un primo tempo, rendere difficile la conquista della fede.

Eppure è proprio l’uso corretto di queste facoltà che può costituire un primo passo. 

L’universo esiste, questo è certo. Ecco un fatto concreto.

Allora è sempre esistito evolvendosi da forme inferiori a forme superiori obbedendo a leggi eterne, cieche, insensibili ed irrazionali, si è auto creato, oppure prima di tutto esiste un’ intelligenza creatrice?

L’uomo, il suo corpo costituito da una miriade di cellule e di organi complessi, che svolgono ciascuno senza esserne consapevole, una funzione finalizzata ad uno scopo comune.

L’intelligenza, la volontà , la coscienza, l’identità , l’emotività  sono apparse dal nulla per finire nel nulla senza alcun significato?

L’uomo e’ dunque “un pacco senza valore che l’ostetrico spedisce al becchino?” 

Noi spesso evitiamo la riflessione su questi temi col pretesto della razionalità e concretezza. 

Eppure  se l’universo non avesse significato, ed il significato  non fosse un prodotto dell’intelligenza, mancherebbero i presupposti per la razionalità e la concretezza starebbe sospesa sul baratro dell’assurdo.

Ciò detto e’ necessario ammettere che, quando fossero rimossi tutti gli ostacoli razionali contrari alla fede, quelli ovviamente che non  sono pregiudizi, e quando si potesse raggiungere un’ assoluta certezza sulla storicità della figura di Cristo , il cammino verso la fede non sarebbe compiuto. 

Occorrerebbe ancora intraprendere un lungo viaggio nella conoscenza di se medesimi, per acquisire, forse soltanto alla fine, la consapevolezza che le parole di Cristo si adattano perfettamente alla condizione dell’uomo di ogni tempo, dell’umile come del potente, e che in esse e’ contenuta una singolare capacità di penetrazione che ci svela la nostra vera identità. 

Poi occorrerebbe prenderne atto, confessare la propria impotenza ad uscire dal labirinto ed esultare perché questa uscita ci è offerta dall’amore di Dio.

Ed infine raggiungere la serena consapevolezza che tutto quanto non potrà essere spiegato dalla nostra ragione è  Mistero, poiché è razionalmente impossibile che la infinita complessità dell’universo  ed il Dio che l’ha creato possano essere compresi, radicalmente, dalla intelligenza finita dell’uomo.

 

                        Franco  Salmi