Chi è stato ed è Gesù per gli uomini… …

 

 

Questa meditazione trae lo spunto da due domande fatte da Gesù Cristo ai suoi discepoli, che sono contenute nell’evangelo di Matteo al capitolo 16 ed ai versetti 13 e 15: “Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli:

<<chi dice la gente che sia il figlio dell’uomo?>> ed egli disse loro:<<e voi, chi dite che io sia?>>.

La prima domanda quindi è: <<chi dice LA GENTE che sia il figlio dell’uomo?>>

Chi è LA GENTE per Gesù? Penso che Egli intendesse fossero tutti coloro che in quel periodo si trovavano in Giudea, sia nativi,sia ebrei, che stranieri di nazionalità diversa che sono venuti in contatto con lui, ma in modo particolare romani che di quella stessa terra erano i conquistatori.

E che idea si era fatta questa GENTE di lui?

In altri termini che titoli o nomi gli sono stati attribuiti dai suoi contemporanei?

Per poter rispondere a quest’ultima domanda mi sono permesso di dividere la GENTE in tre gruppi.

Il primo gruppo è composto dai suoi connazionali, gli ebrei, di cui facevano parte sia il popolo in generale che le loro guide spirituali quali: gli scribi, i farisei ed i sacerdoti.

Questi come lo hanno considerato? Vediamolo leggendolo nel capitolo 23 dell’evangelo di Luca da 1 a 3 che dicono:

<<Poi tutta l’assemblea si alzò e lo condussero da Pilato (il governatore romano) e cominciarono ad accusarlo dicendo: <<abbiamo trovato quest’uomo che sovvertiva la nostra nazione, istigava a non pagare i tributi a Cesare e diceva di essere lui il Cristo Re, Pilato lo interrogò, dicendo: <<sei tu il re dei giudei?>> e Gesù gli rispose: <<tu lo dici>>.

Ed ancora. Nell’evangelo di Giovanni al capitolo 18 ed ai versetti 29 e 30 è detto: << Pilato dunque andò fuori verso di loro e domandò: <<quale accusa portate contro quest’uomo?>> Essi gli risposero:

<<se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani>>.

L’accusa, non vera, che gli fanno davanti a Pilato è che Egli sia un sovversivo ed un malfattore

Dicono che si è proclamato Re ed inciti i suoi connazionali a non pagare i tributi a Cesare. Ma perché essi gli fanno queste accuse? Perché non si comportavano in maniera consone alle leggi che Dio aveva dato loro e speravano che togliendo di mezzo Colui, che li metteva di fronte alle loro responsabilità, potessero continuare ad ingannare coloro che avevano piena fiducia in loro, ritenendoli i depositari degli oracoli di Dio, traendo così da loro molti benefici materiali.

Il secondo gruppo sono i romani, rappresentato in questo caso da Pilato, che suo malgrado è chiamato a giudicare un ebreo, Gesù.

Che idea si fa Egli di Lui? La risposta a questa domanda la troviamo sempre nell’evangelo di Luca al capitolo 23 ed ai versetti da 13 a 15 nei quali leggiamo:

<<Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, i magistrati ed il popolo, disse loro: <<Avete fatto comparire davanti a me quest’uomo come sovversivo; ed ecco, dopo averlo esaminato in presenza vostra, non ho trovato in Lui nessuna delle colpe di cui l’accusate; e neppure Erode, poiché egli l’ha rimandato da noi; ecco egli non ha fatto nulla che sia degno di morte. (i sacerdoti volevano che fosse condannato a morte). Pilato, è scritto, non trova in lui colpa alcuna.

Forse lo considera un idealista che vorrebbe cambiare il mondo senza l’uso delle armi, ma con la potenza dell’amore, arrivando per fino a dire di amare i propri nemici.

Per cui neppure i romani che i giudei consideravano loro acerrimi nemici avrebbero avuto nulla da temere da Gesù.

Purtroppo però Pilato nulla può fare a favore del Cristo visto l’accanimento che i giudei manifestano nei suoi confronti.

E poi egli (Pilato) teme di perdere il suo dominio dato che essi (i giudei) lo accusano di non fare gli interessi di Cesare e se questa voce fosse arrivata a Roma, l’imperatore lo avrebbe destituito immediatamente.

A questo punto egli cerca di trovare una via di uscita.

Essendo la pasqua ebraica e dovendo egli liberare per la festa un prigioniero, pone ai giudei il dilemma di scegliere fra Gesù e Barabba, che era in prigione come vero sovversivo e come omicida.

Il popolo sceglie Barabba e questa è una cosa che a Pilato non va proprio giù e per vendicarsi dei giudei, li mortifica con l’iscrizione che fa applicare in alto sulla croce di Gesù.

Questa iscrizione che è riportata sull’evangelo di Giovanni al capitolo 19 ed al versetto 19 dice:

<<Gesù il nazzareno, il Re dei giudei>>.

Pilato con questa frase considera Gesù, un Re.

Non un re che aspira ad una corona d’oro sul suo capo, ma il Re spirituale della nazione ebraica.

Il terzo ed ultimo gruppo di persone sono quelli vissuti sia al tempo di Gesù, che nei secoli successivi arrivando fino ai nostri giorni.

E sono: Gli atei, i non credenti, gli storici, i letterati, gli scienziati ecc… …

Chi è stato ed è Gesù Cristo per questi?

Per gli atei non è mai esistito o se è esistito non aveva in se nessuna divinità, non credendo essi che Dio esista; per i non credenti può essere stato uno sciamano, un mago o un illusionista; per alcuni storici non è esistito affatto, mentre per altri è stato un rivoluzionario pacifista;

dei letterati alcuni ne hanno parlato bene considerandolo un eroe che si è sacrificato per gli altri; e per finire, per alcuni scienziati è una figura inventata da coloro che si definivano suoi discepoli, per poter dare inizio ad una nuova religione e staccarsi così dall’ebraismo.

Abbiamo così, con quest’ultima esposizione esaurita la prima delle due domande.

La seconda domanda diretta proprio ai suoi discepoli che rappresentano i credenti di tutti i tempi è:

<<E voi chi dite che io sia?>>

La risposta immediata dell’apostolo Pietro, che si trova nell’evangelo di Matteo al capitolo 16 ed al versetto 16 è stata:

<<Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente>>.

Ecco in questa risposta due dei nomi che Pietro da a Gesù.

Il primo è Cristo, cioè il Messia promesso fin dall’inizio della storia umana; ed il secondo è Figlio di Dio. Da Dio stesso generato sotto forma umana.

Un altro personaggio biblico, Nicodemo, che era un fariseo, quando si presenta a Lui gli da due titoli che si trovano nell’evangelo di Giovanni al capitolo 3 ed i versetti 1 e 2 nei quali è scritto: <<C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei giudei. Egli venne di notte a Gesù e gli disse: <<Rabbi, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui>>.

Il primo titolo è Rabbi, cioè maestro, titolo dato ai capi religiosi e l’altro è dottore, titolo che gli ebrei davano ai teologi ed equivaleva ad una nostra laurea.

E per i credenti che sono vissuti in tutti i secoli che sono trascorsi fino ad oggi, Egli chi è stato ed è?

Nella sacra scrittura ci sono molti modi per dire chi è stato ed è Gesù.

Citiamone alcuni.

Nell’evangelo di Giovanni al capitolo 1 ed ai versetti 1 e 14 è detto di Lui:

<<Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio e la Parola era Dio>>.

<<E la Parola è diventata carne ed ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre>>.

Gesù in questi versetti è detto: <<La Parola>> che dal cielo è discesa sulla terra facendosi carne per sostituirsi all’uomo e ricucire lo strappo che era stato fatto in un Eden da Adamo ed Eva e ricondurre così, l’umanità tutta, al Padre Celeste.

Questa parola ha fatto conoscere ai credenti il vero carattere di Dio che è amore.

Egli, Gesù, è anche la luce, che illumina il cammino verso il cielo; e il Pastore che guida il suo popolo e lo difende dagli attacchi di satana; è anche il principe della vita perché solo attraverso Lui si può pervenire alla vita eterna; è il capo della chiesa, ed i credenti debbono farsi condurre da Lui, che è anche la verità, per non essere travolti dai venti delle false dottrine.

E per chi crede veramente in Lui, come me e tanti altri, Egli è il Salvatore avendo pagato sulla croce, il prezzo che noi avremmo dovuto pagare.

Ed è anche il nostro avvocato perché perora del continuo la nostra causa davanti al Padre Celeste e ci difende, chiedendogli il perdono dei nostri peccati, avendoli Egli lavati e purificati con il suo sangue.

Per concludere questa meditazione; se noi accettiamo Gesù Cristo come nostro salvatore ed avvocato, allora sforziamoci di rappresentarlo nella maniera migliore con la nostra vita.

 

  

                                                                                                             Giuseppe  Spinosa